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September 16 Napoli...Manuela fu dimessa dopo qualchegiorno dall'ospedale VecchioPellegrini nel cuore della Pignasecca, lì fra bancarelle di tutto, frutta, dischi, cassette, pesce, sigarette e altro...
L'andarono a prendere le sue amiche Evakant, Carusiello, che era un pelatamostro più bruttadellapeste e che si ostinava a travestirsi anche se non faceva mai una lira, e la Cavalla. Le portarono un mazzodirose, i baciperugina che piacevano tanto a Manuela e tutta la collezione di CD di JulioIglesias.
Baci abbracci lacrime "che cazzo hai fatto" "non ci pensare più" "quello che è fatto è fatto" "l'importante è che t'è andata bene...ci potevi rimanere...se non era per Eva" e tutto il restoappresso.
La Cavalla s'era portata dietro pure una sua amica di Roma, un'altra travestita che s'era commossa alla storia di Manuela e voleva conoscerla.
La romana si faceva chiamare Prettivumen, fecero le presentazioni ed Evakant quella sera decise che avrebbe offerto una cena a base di pesce alla ZI TERESA.
"Solo pesce," disse Evakant.
"E ti pareva..." aggiunse Carusiello, "tu mica potevi scegliere qualche altra cosa."
"Mostrabrutta," disse Evakant, "tu lo puoi solo mangiare se te lo offriamo...perchè pidocchiosa come sei un po' di pescefresco non te lo compreresti mai...se poi ti riferisci a quell'altro pesce...stai fresca...chi te lo arrisica in mano."
Apriticielo. Stava per succedere il quarantotto, per le scale del VecchioPellegrini con quelle cinque travestite viste di mattina con ceroni e fondotinta ancora sui volti con la barba che si vedeva di sotto, qualcuna con le zizze come la Cavalla, qualcuna biondoossigenatavolgare come Evakant...con questa romana Prettivumen che non sapendo se le travestite napoletane facessero sul serio o meno stava a guardare un po' affascinata un po' rapita un po' colpita da questi doppisensi, da questa parlata colorita da quegli epiteti con i quali si insultavano le frocie, lì mentre scendevano le scale con tutti gli altri che guardavano e la povera Manuela che si stringeva i regali e cercava di mettere pace, di spegnere il fuoco tra Evakant e Carusiello.
"Comunque io stasera non vengo alla cena," disse Carusiello rivolta a Manuela..."non per te...cerca di capirmi...sono stata felicissima di venirti a prendere qui in ospedale...ma è meglio che io con certa gente non mi faccio vedere in giro."
"Scupettino sfilato," irruppe Evakant, "ma chi cazzo te cride d'essere? Sei solo una scocciata brutta che nemmeno i vecchi rattosi vogliono venire con te perchè ti puzza pure il fiato e solo quando ti chiedono quant'è e tu apri bocca li fai scappare."
A quel punto Carusiello in preda alla rabbia prese Evakant per i capelli e si produsse in uno degli "strascini" meglio riusciti. Urla, parolacce, risatine, tentativi di dividere le due travestite, una, biondaossigenata, l'altra col mellone che si menavano nell'androne di un vecchio ospedale nel cuore antico della città.
Carusiello diede un morso sull'orecchio di Evakant e le staccò mezzolobo e col sangue tra i denti continuava a sputare veleno sull'altra travestita che ormai sfregiata e addolorata, si fece venire le convulsioni che dovettero intervenire agenti medici e infermieri e portarla di corsa in sala operatoria per cercare di riattaccarle il pezzo di lobo che Carusiello aveva sputato per terra.
Carusiello fu trattenuto dalla polizia mentre le altre travestite risalirono in cerca di Evakant, preoccupate e sconvolte.
"Ma guardate che giornata che è schiarata," diceva la Cavalla rivolta a una signora chiatta che cercava di fare i numeri da giocare al lotto...mentre un'altra signoraobesa ricoverata diceva: "dovete giocare 'o femmenello, 'o sangue e 'a recchia...ternosecco per Napoli...".
da "Tropico di Napoli" - Peppe Lanzetta July 19 Monochrome...July 12 Song... There Is A Light That Never Goes Out Take me out tonight Where there's music and there's people And they're young and alive Driving in your car I never never want to go home Because I haven't got one Anymore Take me out tonight Because I want to see people and I Want to see lights Driving in your car Oh, please don't drop me home Because it's not my home, it's their Home, and I'm welcome no more And if a double-decker bus Crashes into us To die by your side Is such a heavenly way to die And if a ten ton truck Kills the both of us To die by your side Well, the pleasure and the privilege is mine Take me out tonight Take me anywhere, I don't care I don't care, I don't care And in the darkened underpass I thought Oh God, my chance has come at last (But then a strange fear gripped me and I Just couldn't ask) Take me out tonight Oh take me anywhere, I don't care I don't care, I don't care Driving in your car I never never want to go home Because I haven't got one, Oh, I haven't got one And if a double-decker bus Crashes into us To die by your side Is such a heavenly way to die And if a ten ton truck Kills the both of us To die by your side Well, the pleasure - the privilege is mine Oh, There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out There Is A Light And It Never Goes Out The Smiths May 22 Song...Space And The Woods Suicide is in my blood Late Of The Pier
February 24 Pensiero... In ognuno di noi c'è l'inquietudine della fuga, l'intolleranza dello spazio chiuso, del consueto. In ognuno di noi l'esploratore cerca di sopraffare il cittadino per portarlo in strada, via. Anonimo. December 22 Movie...Vorrei confessarmi ma non ne sono capace, perché il mio cuore è vuoto. Ed è vuoto come uno specchio che sono costretto a fissare. Mi ci vedo riflesso e provo soltanto disgusto e paura. Vi leggo indifferenza verso il prossimo, verso tutti i miei irriconoscibili simili. Vi scorgo immagini di incubo nate dai miei sogni e dalle mie fantasie.... (Antonius Block)
da "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman
November 03 Conversazione...…
Bocca Dorata: Corto, cosa fai qui fuori?
Corto Maltese: Sto pensando che dovrei decidermi a partire. Ogni volta che vengo a Venezia mi impigrisco.
Bocca Dorata: Oh sì…sì…Venezia è fatta per questo. Vuoi un bicchierino di rosolio?
Corto Maltese: Rosolio?...credevo non si bevesse più ma dimmi, Bocca Dorata, da quando vivi a Venezia?
Bocca Dorata: Venni con il cabalista Manoello Giudeo nel 1300. Ah sì, sì, allora eravamo amici di Dante…e poi basta aprire quella porta sul fondo per andartene o ritornare…nel tempo. Come una favola…
Corto Maltese: Sarebbe bello vivere una favola.
Bocca Dorata: Ah sì, sì…ma tu vivi continuamente nelle favole, solamente non te ne accorgi più. Quando un adulto entra nel mondo delle fiabe non riesce più a uscirne. Non lo sapevi?
…
da "Corte sconta detta arcana" - Hugo Pratt August 23 Poesia...LA FONTANA DI SANGUE
Il mio sangue talvolta pare sgorgare a fiotti: somiglia a una fontana dai ritmici singhiozzi. Manda, colando, un suono lungo, lontano. E io mi tocco, cercando la ferita, ma invano.
Invade la città quasi fosse un coltivato campo, così fa tante isole del selciato. Va togliendo la sete ad ogni creatura, dappertutto colora di rosso la natura.
Ho spesso chiesto a vini capziosi di sopire per un giorno il terrore che m’assedia, ma il vino rende l’occhio più limpido, e l’orecchio più fino.
Nell’amore l’oblio ho cercato, il dormire, ma l’amore è per me solo un giaciglio d’aghi, utile a che la sete delle puttane appaghi.
Charles Baudelaire July 12 Song...BLOOD
This wicked city just drags you down
You're with the red lights, your side of town
Don't say it's easy to follow a process There's nothing harder than keeping a promise Blood runs through your veins, that's where our similarity ends Blood runs through our veins Blood runs through your veins, that's where our similarity ends Blood runs through our veins There's nothing believable in being honest So cover your lies up with another promise Blood runs through your veins, that's where our similarity ends Blood runs through our veins Aaaaahhhhhhh Blood runs through your veins, that's where our similarity ends Blood runs through our veins Blood runs through your veins, that's where our similarity ends Blood runs through your veins Aaaaahhhhhhh If there's hope in your heart It would flow to every part If there's hope in your heart EDITORS June 16 Back from London...via, via, voglio volare a te,
non portato da Bacco e dai suoi leopardi,
ma sulle ali invisibili della poesia,
pur se la mente ottusa indugia e dubita,
io sono già con te! E tenera è la notte,
e la luna regina forse è sul trono,
nel coro delle sue fate stellate,
ma non c'è luce qui, c'è solo
quella che con la brezza soffia dal cielo,
per vie buie e tortuose nel verde muschioso... JOHN KEATS April 26 Back in London!Oggi riparto per Londra! Ritornerò agli inizi di Giugno! Lasciate come al solito commenti o inviate e-mail per qualsiasi informazione!! Un bacio in fronte a tutti! A presto! :) April 18 Non posso vivere con te. Sarebbe vita. E la vita è lassù – dietro lo scaffale.
Il becchino ne tiene la chiave – per riporvi – la nostra vita – la sua porcellana – come una tazza –
che la massaia scarta perché rotta o antiquata – è meglio un più nuovo Sèvres – quelli vecchi si coprono di crepe –
Non potrei morire – con te. Perché uno dei due deve aspettare per chiudere gli occhi all’altro – Tu non potresti –
E io come potrei starti vicino a vederti ghiacciare – senza, a mia volta, il diritto al gelo, privilegio dei morti?
Né potrei risorgere – con te. Perché il tuo volto quello di Gesù offuscherebbe – quella nuova grazia
risplenderebbe disadorna e straniera ai miei occhi nostalgici – a meno che tu più vicino di lui splendessi.
Ci giudicherebbero – Ma come? tu hai servito il cielo – lo sai, o avresti voluto – Io non ho potuto.
Perché tu mi hai saturato la vista - e io non ho più avuto occhi per perfezioni squallide come il Paradiso.
E se tu fossi dannato, anch’io lo sarei. Anche se il nome mio altissimo suonasse nella gloria dei cieli –
E se tu fossi prescelto – e io – condannata a essere dove tu non sei – quello – allora – sarebbe inferno per me.
Così dobbiamo incontrarci divisi – Tu là – io – qui – Con solo la porta socchiusa Perché oceani – preghiera – e quel bianco alimento – altro non sono che – Disperazione.
Emily Dickinson April 11 Non riesco ad aggiungere le foto di Londra, ma ecco una bella poesia!
VERSI SCRITTI ALLO SBOCCIARE DELLA PRIMAVERA Udivo una miriade di suoni confusi,
Mentre me ne stavo sdraiato in un boschetto, In quel dolce stato in cui gradevoli pensieri Generano nella mente tristi pensieri. Alle sue mirabili opere la natura avvinceva
L'anima umana che che mi permeava tutto, E molto s'affliggeva il mio cuore a pensare Quel che l'uomo ha fatto dell'uomo. Frammezzo a ciuffi di primule, in quel fragrante pergolato
S'arrampicava la pervinca con le sue ghirlande, E qualcosa mi diceva che ogni fiore si beava dell'aria che respirava. Gli uccelli a me d'intorno saltellavano per gioco,
E pur non sapendo leggere nei loro pensieri, Il loro minimo sussulto Mi sembrava un guizzo di piacere. I rami in boccio aprivano i loro ventagli,
Per irretire i soffi della brezza, E per quanto dubiti sono sicuro Che là regnava il piacere. Se questi pensieri non so allontanare,
Se tale è il senso della mia convinzione, Non ho forse ragione di dolermi Di ciò che l'uomo ha fatto del'uomo? WILLIAM WORDSWORTH |
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